sabato 30 aprile 2011

La seggiolina

Ci sono oggetti che appartengono a determinate età della vita, nostra o delle persone che vivono con noi. Oggetti che, una volta usciti da quel dato momento, vengono regalati, oppure accantonati in fondo ad una stanza, in soffitta, in garage dove vengono prima dimenticati e, alla fine, molto probabilmente buttati via o bruciati (sigh!)...
Oppure...  finiscono nelle mie mani e acquistano immediatamente un bonus per una nuova vita!
L'oggetto in questione è una seggiolina da bambino, scoperta in un capannone di amici... va da sè che la seggiolina me la sono portata via (mi chiamava...)...
La struttura era in legno dipinto di rosso ed era tenuta insieme con un giro di fil di ferro (orrore!) e paglia ormai sporca sulla seduta...
Dopo aver pazientemente sciolto il fil di ferro, ho inchiodato le gambe per ridare stabilità alla sedia, un paio di mani di colori acrilici, verde smeraldo e verde salvia... (mi chiamavano...) e una mano di color panna acquarellato sulla seduta e ... voilà!

Il bello di ridare nuova vita agli oggetti è che poi li puoi inserire e usare in casa; la mia seggiolina è finita in bagno, al momento con un centrino sulla seduta e un cestino con del pot-pourri... ma potrà servire per gli asciugamani degli ospiti, per far dormire la gatta, per ricordare agli ospiti che molti oggetti si possono salvare e trasformare e usare ancora...

giovedì 7 aprile 2011

La Stanza delle Fiabe - ex Stireria

Ogni casa ha una stanza 'di sfogo', dove c'è l'asse per stirare, la biancheria (ahimè) da stirare, le scarpe, le giacche e i cappotti, una stanza generalmente anonima che tende a trasformarsi da sola in un caos e che di solito teniamo ben chiusa.
Ma deve essere per forza sempre così?
No. E infatti... lì mi sono armata di pennelli e colori acriclici e, partendo dalla finestra, ho pensato di trasformarla in una stanzetta delle fiabe... d'altra parte anche Cenerentola ha iniziato pulendo e strofinando, e vi ricordate dove è arrivata?
Così, prima ho dipinto con un bel rosso ruggine la cornice della finestra, per darle profondità e farla risaltare, poi, tutto intorno ho disegnato e dipinto una ghirlanda di foglie e fiori in boccio, incollando in alto, al cento della cornice esterna, un medaglione con un folletto dei boschi arrampicato su un ramo di un albero...
Una ghirlanda di foglie di stoffa, così belle da sembrare vere, è finita sulla cornice dell'armadio, una pianta, una casetta di legno, una fatina dei boschi, qualche quadretto ricamato e ... voilà... la stanza ha cambiato faccia e la porta può restare aperta e ognuno è il benvenuto!!!
...se poi qualcuno, pur di restare lì, si sente preso dall'irrefrenabile desiderio di stirarmi qualcosa...


martedì 5 aprile 2011

La Lampada della Nonna

Perchè usare oggetti già vissuti?
Perchè è un po' come dare loro una seconda opportunità... così, quando mi si è fulminata la lampada del comodino, prima di andare a comprare qualcosa di nuovo, ho fatto una spedizione punitiva in soffitta!
E lì, un po' per caso un po' per fortuna, ho trovato proprio quello che mi serviva... la lampada da comodino della nonna, una sola... forse il nonno era scappato con la sua... però lo stelo era in ottime condizioni, il paralume invece ha avuto bisogno di un piccolo restauro, perchè la stoffa che lo ricopriva era sporca, impolverata e strappata in certi punti e aveva una passamaneria attorno degna di un incubo notturno... 
Così ho recuperato (anche qui!) la stoffa di una vecchia tovaglia in lino già tenuta da parte a suo tempo perchè non si sa mai a cosa potesse servire, l'ho colorata immergendola nel té (qui non si spreca nulla!), l'ho tagliata secondo la sagoma del paralume, ho ricamato a punto croce delle iniziali e ho rimontato tutto, profilando il contorno del paralume con un pizzo all'uncinetto.
Risultato? Lampada fashion old style. Soggetto unico. Nonna felice!

sabato 2 aprile 2011

I cestini di Pasqua

Quando arriva il tempo delle uova, sono solita preparare i cestini di Pasqua, utilizzando i gusci delle uova e coinvolgendo parenti e amici nel reperire gli stessi...

Prendo il mio cestino anonimo, meglio se riciclato, quello che in principio conteneva fiori e che non sapevo più dove mettere e come riutilizzare e scelgo il pulcino.


Un po' di fantasia, qualche goccia di colla, un giro di nastri e passamaneria e ... cerco di disporli in casa secondo l'estro del momento prima che gli amici me li portino via... !

 

venerdì 1 aprile 2011

il tavolo del sarto di Napoleone

...c'era una volta un tavolo, che la leggenda vuole essere stato il tavolo del sarto di Napoleone...
...nella sua seconda vita aveva preso dei rinforzi per le gambe, che lo avevano anche alzato e un piano in truciolato a sostituire il piano originale perduto a Waterloo e, sopra,  un giro di fiori anonimo...

...poi è capitato nelle mie mani, perchè si era scollato e rovinato...
... dopo aver pensato un po' sul da farsi, l'ho carteggiato per togliere la vernice vecchia e il decoupage precedente, ho dato una mano di gesso acrilico sul piano, per renderlo uniforme e poi.. via alla fantasia!
A me piace restare sempre su colori pastello, di modo che sia più facile poi applicare i decori, così con un bianco acrilico e un terra di siena ho creato un color crema chiaro, un po' più chiaro del gelato alla vaniglia e l'ho steso sul piano.
Una volta asciutto, con la colla da decoupage, ho applicato dei fiori ritagliati da una carta un po' più spessa del solito tovagliolo, una carta più fibrosa, mantenendo anche le sfumature del disegno. Incollati i disegni, ho insisitito un po' sulle sfumature con la colla e il pennello, in modo da rendere i bordi meno lineari e da rendere le zone d'ombra dei fiori più naturali possibili...
Un bordino attorno al piano fatto con poco colore acrilico verde smeraldo, verde salvia e una punta di marrone e tanta, tanta  acqua da renderlo un acquerello ha completato il piano rendendolo irriconoscibile!
Per le gambe ho scelto una sfumatura di crema più scura, per staccare un po'... e sulla base di quelle davanti, in basso, ho applicato un tralcio d'edera, come se si arrampicasse verso l'alto...
Tocco di classe? Tralcio d'edera sulla parte del tavolo sotto al piano e fiore sulle parti laterali...
Tocco d'artista? Il sigillo dell'Imperatore sfumatissimo, nella parte interna e nascosta del tavolo... per dare peso alla leggenda...
Presto arriverà un vetro a coprire e proteggere il piano, dove per il momento creo le mie opere, ispirata da un sarto vissuto secoli fa, che tagliava e cuciva e ricamava vesti sfarzose...