domenica 30 ottobre 2011

La zucca è servita...

Anche se lontana dalla nostra tradizione, mi piace intagliare la zucca per la sera di Halloween.
Ho iniziato qualche anno fa per mostrare a mio nipote come si faceva, per passare un po' di tempo creativo con lui e poi ho continuato.
Oggi mi sembrava la giornata giusta per farlo, una giornata di passaggio, di nervosismo sottile negli animi, con il cambio dell'ora, il buio che arriva presto... in più, si metterà sul davanzale domani, e non ha senso intagliare la zucca tanto tempo prima perchè poi non dura molto...
Le zucche sono divertenti da intagliare e quest'anno, per la prima volta, ne avevo a disposizione solo una di quelle che si usano in cucina, per cui ci ho messo molto più tempo per curarla, dovendo salvare quanta più polpa mi era possibile!
Per prima cosa si incide la parte superiore per ricavare un coperchio, da mettere da parte.
Quando si apre la zucca, meraviglia (e un po' d'orrore...), l'interno è un groviglio di filamenti e di semi, fa un po' impressione, che vanno tolti, con pazienza...
Dopo di che con un coltello ho iniziato a tagliare via la polpa per ridurre lo spessore. La zucca è soda e se il coltello è affilato è un'operazione facile, basta fare attenzione a non forare la buccia scavando all'interno. Le zucche che in questo periodo si trovano al supermercato per essere intagliate, presentano ancora meno problemi, perchè hanno degli spicchi meno marcati e non c'è nulla da salvare.
Io mi sono ispirata guardando qualche foto su internet, giusto per avere un'idea su come procedere, poi ho tracciato i segni per gli occhi, il naso e la bocca, ho preso il coltello e ho operato, chirurgicamente!

Io prima incido da parte a parte il contorno dell'occhio, piuttosto che del naso, senza staccare nulla, una volta terminato il contorno spingo la parte tagliata con la punta del coltello e la estraggo e infine rifinisco la parte interna della zucca se rimane sfilacciata. Se ho paura di fare danni o che l'intaglio si spezzi, soprattutto la bocca, incido e taglio pezzi piccoli, di modo da riuscire a controllare il taglio.
Una volta intagliate tutte le parti, si osserva se occorre rifinire qualche sfilacciatura, si prende il coperchio messo da parte in precedenza e si richiude la zucca.
Domani sera ritornerà sul davanzale con una candelina dentro a illuminare una notte che è soglia tra presente, passato e futuro...
 




giovedì 27 ottobre 2011

L'insostenibile fascino della terracotta

I vasi di terracotta, che meraviglia!

Bisogna andare nei vivai per trovarli, di tutte le forme e dimensioni e si prestano a diverse interpretazioni. E usi.
A me piace decorarli e poi regalarli; solo il vaso, oppure farciti con delle piante o delle caramelle o quello che doveva essere il regalo vero e proprio, a seconda della stagione, del momento o dell'estro creativo!

Il procedimento è semplice: due mani di colore acrilico bianco e poi decoro con un decoupage con tovaglioli.
Finito. 
Praticamente più facile a farsi che a dirsi...

                                                            



mercoledì 19 ottobre 2011

Benvenuti! Bienvenue! Welcome!

Mi piace appendere delle targhette di benvenuto accanto alla porta d'ingresso, che generalmente ricamo e che sostituisco a seconda della stagione o del periodo dell'anno...
Fanno parte del gruppo di lavori che io definisco 'meteore', perchè li faccio con ritagli di tela aida, scampolini di stoffa o carta, avanzi di passamaneria o fili altrimenti inutilizzabili e, soprattutto, li faccio nei ritagli di tempo e mi tengono impegnata davvero pochissimo, quanto basta per soddisfare la mia 'voglia di fare qualche crocetta' (ho notato che, quando passa tanto tempo senza ricamare, mi prende una sorta di voglia, come quella che ci porta a mangiucchiare della cioccolata perchè l'idea era come un chiodo fisso...)...
La targhetta attualmente appesa è un collage di idee:

dal motivo del ricamo, rubato ad un cuscino, all'alfabeto, inserito di sana pianta, alle foglie di edera, staccate da qualche triste composizione di plastica e qui quasi nobilitate, al nastrino, recuperato chissà da quale regalo...
Io di solito incollo la tela su un cartoncino (di recupero) con una colla stick, e mi piace l'effetto del punto croce che risalta in rilievo... mentre il retro, per coprire il cartoncino, lo rivesto con della carta da regalo; poi con la colla a caldo assemblo il tutto. E appendo. O incollo, con il nastro biadesivo...
Prossimamente questo sarà sostituito dai padri pellegrini con le zucche, che nel frattempo ho finito, e ricordo che per questo periodo ne avevo uno così bello con dei fantasmini che mangiavano il toast, ma non so più dove l'ho nascosto...
...è l'unica pecca del fare troppe cose, che poi le metti qui e lì e là (perchè così mi ricordo dove le ho messe) e poi si perdono, inghiottite nel mistero dell'altra dimensione che si apre misteriosamente nei cassetti o negli armadi, ma non si perde il ricordo del progetto finito, per cui il tormento del non trovarlo diventa ossessivo, a volte... e questo mi fa pensare ad almeno due ricami che ho perso così...

Nota meteora:
a febbraio, in occasione di San Valentino, avevo appeso due uccellini stretti stretti sulla cassetta della posta coperta di neve:
 
questo era un ricamo fatto secoli fa e poi assemblato su un cuore grande ritagliato da cartoncino e rivestito di stoffa.
Un fiocco di retina incollato sul retro completa il tutto...
Insomma, un benvenuto a tutti gli innamorati, un benvenuto per ogni stagione...

martedì 18 ottobre 2011

Quello che il resto del mondo chiama buco, io chiamo farfalla...

Una delle caratteristiche dei muri di casa mia è quella di essere impenetrabili ai chiodi, a meno che non si disponga di chiodini sottili in ferro e di una mano felice per inserirli nel muro senza ridurlo come una fetta di groviera.
Ecco, non avendo io nè gli uni nè l'altra, mi ritrovo con un bel buco in posizione strategica, in ingresso, dove sicuramente gli ospiti non mancherebbero di lanciare battutine o di fare sorrisini sotto ai baffi...
Per evitare di usare le strisce incollanti, che tra l'altro trovo strepitose, quelle che reggono sul muro un elefante per intendersi e per fare qualcosa di diverso, ho deciso di fare un decoupage sospeso...
Sospeso, sì!
Mi sono ricordata che in una delle mie incursioni nei vari negozi di hobbistica, avevo trovato e mai usato dei fogli di plastica (o di acetato, non so bene la differenza) chiamati appunto sospeso trasparente.
In sostanza, si tratta di scegliere e ritagliare un motivo, nel mio caso delle farfalle, di incollarlo sul foglio con una colla da decoupage e, una volta asciuta la colla, ritagliare il motivo dal foglio di plastica. Poi si prende una candela o un accendino, si scalda un po' il foglio e lo si può modellare, velocemente, e renderlo più dinamico!
La tecnica è stata sviluppata da Monica Allegro, e rimando al suo sito per maggiori informazioni.
Le mie farfalle alla fine sono risultate così, sembrano quasi vere:



E' bastata una goccia di colla a caldo per attaccarle (nei secoli, credo...) al muro e risolvere il problema buco...e visto che il chiodino era destinato a sorreggere una mia creazione, beh, alla fin fine, una mia creazione sul muro è finita comunque!

lunedì 17 ottobre 2011

C'era una volta una cassettina dell'insalata

Quante volte mi capita di non sapere dove mettere quelle piccole cose che non hanno una giusta collocazione? Che ne so, l'astuccio dove tengo gli uncinetti, o gli stick della colla oppure la pistola della colla a caldo? Tutte quello cose che, altrimenti, resterebbero vaganti, meteore nel cielo dei miei progetti, e che non riesco a trovare quando mi servono?
Al supermercato ho trovato l'ispirazione giusta e la soluzione al mio problema: la cassettina dell'insalata!
Piccola e carina, tutta di legno, senza etichette fastidiose da togliere, cartavetrare e levigare, è bastata una mano di colore acrilico sulla parte esterna e sui sostegni interni.
Una volta asciutto il colore, usando della colla vinilica, l'ho tappezzata con una carta che in origine era carta da regalo, con i disegni di Beatrix Potter (avete visto Miss Potter, con Reneé Zelwegger?), un mondo di animaletti, delicato e fiabesco...

A completare il tutto, un bordino traforato (comprato a metro!) a girare attorno attorno al bordo esterno!

Facile, rapido, utile!
Ottima per tenere in ordine le piccole cose e bella da vedere...

domenica 16 ottobre 2011

Il gatto sul muretto

Il tavolo dove mangio, dove ho il computer, è un piano sorretto da un muretto.
Per arrivare al piano occorre arrampicarsi su due sgabelli alti, del tipo da bar... va da sè che il muretto sotto al piano, col tempo, si era tutto sporcato perchè, una volta seduti, è facile finire a scorticare il muro con le scarpe o anche solo con i piedi... senza contare i nipoti che scalciavano il muro così, per diletto...

Insomma, oltre ad essere difficile da pulire, faceva proprio tristezza...
Così mi sono armata di pennello e acrilico scuro, sempre lui: testa di moro, che ha un po' il colore della cioccolata fondente, così scuro da sembrare quasi nero, ho infilato la testa sotto al tavolo e ho dato una mano generosa di colore, allungato con l'acqua perchè si stende meglio. Una volta asciutto, ho ritagliato dei motivi di carta spessa, da rivista, che si vedono anche se incollati su uno sfondo scuro, con della colla vinilica. Dei libri e un gatto seduto sopra... qui i gatti la fanno da padrone...
Sorprendentemente, la mano di colore, che stacca dal giallo crema del resto della stanza, fa un contrasto molto interessante e ha cambiato l'aspetto della stanza, perfino il gatto sembra quasi vero!...
L'acrilico sul muro copre e non si scortica, per cui il muretto è restato più in ordine e più pulito...  a volte bastano davvero pochi soldi e qualche idea per cambiare l'aspetto degli ambienti che ci circondano e sentirci meglio, rinnovate, per trasformare i punti un po' rognosetti della casa, quelli che finiamo per trascurare, in punti di forza...


martedì 11 ottobre 2011

Sette anni di crocette

Sette anni di crocette, ma alla fine è stato completato...
quasi un pezzo di storia, un'epoca che si chiude...

Mi ero innamorata di questo schema, un imparaticcio così retrò, con un sapore di tempi andati, e così avevo comprato i fili e avevo cominciato... poi, per tutta una serie di motivi, avevo perso lo schema, non il lavoro né i fili, avendoli lasciati nella tela, ma non avendo più lo schema il lavoro si è fermato...
Poi un giorno di tanto tempo dopo, mettendo in ordine vecchie riviste, rispunta lo schema! Meraviglia!
Così, impazientemente, ho ripreso il lavoro con furia ossessiva, dovevo finirlo...
Solo chi ricama conosce quell'emozione particolare che si prova quando si ferma il filo dell'ultima crocetta, si volta la tela e si osserva, con occhio critico...
Quel brivido di piacere, di soddisfazione misto ad un sospiro di sollievo nel sapere di aver finito qualcosa (e di potersi dedicare subito agli altri cento ricami che vorticano nella mente!) che ci piaceva e che speravamo riuscisse bene...
Insomma, foto a parte, questo è riuscito bene... ora resta da decidere se incorniciarlo o farne un cuscino o qualsiasi altra cosa oppure appenderlo così com'è, nel frattempo... me lo godo!
Guai a chi me lo ruba questo!

giovedì 6 ottobre 2011

nel tempo delle zucche...

...arrivano i padri pellegrini (e le madri) circondati da zucche di forme e sfumature diverse...
Punto croce e punto scritto, manca solo una cornicetta che farò con qualche ritaglio di cartoncino recuperato e della passamaneria in tinta...

Il bello del punto croce, e di gran parte dei lavoretti che faccio, è che mi permette di estraniarmi dal chiasso del quotidiano, mi rilassa, mi riconcilia con l'universo e con il genere umano...

lunedì 3 ottobre 2011

Nel frattempo...

Nel frattempo, nei ritagli di tempo, sono riuscita a finire la teiera che in origine si presentava così:

Insomma, proprio non mi piaceva!

Così mi sono armata di primer e pennello e ci ho dato una mano generosa; è simpatico il primer, ricopre la ceramica con una patina lattiginosa, mi ricorda quando seguivo il corso di ceramica e si immergevano gli oggetti in un liquido, di cui non ricordo il nome, che li rendeva lucidi una volta cotti...

Ma qui, più semplicemente, il primer serviva da base per permettere di stendere il colore che altrimenti si sarebbe staccato come una pellicina una volta asciutto...
Ho dato una prima mano di acrilico verde petrolio con il pennello e nella seconda e terza mano il colore l'ho picchiettato con il pennello grande... ne è uscita una superficie a grana grossa, un effetto insolito, granuloso, mi è piaciuto, tanto che per decorarlo ho incollato solo un motivo di rose e basta...

Qui nella foto la teiera è con il vaso gemello, in origine avevano la stessa fantasia...
 Sul vaso il colore non l'ho picchiettato, ma l'ho steso usando canonicamente il pennello e ha un effetto più lucido e ordinato e siccome una volta applicato il motivo mancava ancora qualcosa, ci ho incollato un nastrino di organza rosa...


Un altro progetto finito, riordino, faccio spazio e con la mente mi dirigo verso i pensierini di Natale...

Giochiamo con le bambole?

Forse è la suggestione, ma a me sembra che da quando ho iniziato a prendermi cura di lei e a rifarle il guardaroba... lei sorride!


La bambola era di una bimba diventata ormai grande ed era destinata ad essere bruciata.
Quando l'ho trovata non aveva più vestiti e i capelli erano sfatti e in disordine, io l'ho lavata, a mano, l'ho stesa a sole e una volta asciutta era così:


Per il momento le ho cucito la camicetta e un paio di mutandoni con tanto di pizzetto e fiocchetto sul fondo... piano piano arriveranno la gonna, l'acconciatura e qualche accessorio...



sabato 1 ottobre 2011

una crocetta tira l'altra...

La mia prima passione in assoluto, quello con cui è iniziato tutto, è il punto croce.
Ho iniziato con un kit di quelli confezionati, di quelli dove dentro c'è tutto: la tela, i fili, l'ago, lo schema e la cornicetta; era un animaletto di quelli della serie di Beatrix Potter...
...oggi il punto croce è un po' sacrificato, perchè non è più l'unica cosa alla quale mi dedico, però ho trovato un libro superlativo pieno di motivetti carini e semplici da ricamare, di quelli che in un paio di sere, anche davanti alla tv, riesci a fare qualcosa di bello, un pensierino per una ricorrenza, un motivetto per un sacchettino, qualcosa di non troppo impegnativo ma di sfizioso perchè si ha voglia di ricamare un po' oppure solo un pensierino per la sorella che vive lontano... come questo nella foto!
E' un passo della Bibbia, dai Salmi, una sorta di legame spirituale con mia sorella...
Qui ho usato una striscia di tela aida di quella pre tagliata per bordi o sacchettini, poi con un nastro di seta, un po' di colla a caldo e un bastoncino colto in giardino ho confezionato il tutto e sotto, per dare un po' di peso e tenere tesa la stoffa, una perla in tinta di ceramica...
A volte, per dire alle persone che ci ricordiamo di loro o che le portiamo nel cuore, basta davvero poco...